CityOpenSource, un team eclettico e la nuova geografia dei BigData

“Vorremmo essere più veloci”. Ilaria Vitellio, Urban Planner e CEO di CityOpenSource, racconta con entusiasmo il percorso di accelerazione di Idee Vincenti che sta affrontando nelle aule di PoliHub insieme al suo team, selezionato tra i finalisti del contest promosso da Lottomatica. È soddisfatta dell’esperienza e vorrebbe accelerare la crescita del progetto. Grazie alle lezioni e al confronto con i mentor, la startup delle mappe collettive impara a misurarsi con le proprie capacità e a scoprire i propri limiti.

In questi mesi di lavoro il team oltre a perfezionare il modello di business grazie al mentor Andrea Soncin, Managing Director Italy HERE Technologies, ha anche fatto ordine nelle proprie idee. “Per due anni abbiamo lavorato al progetto di Mappina che si è poi evoluto in CityOpenSource, ma non avevamo individuato un target ben definito: accadeva così, che fosse il target a individuare noi”, dice Ilaria. Definito il target, il team ha individuato le “personas” adatte per veicolare in maniera efficace il progetto: “Avevamo tanti potenziali user di cui non ci eravamo accorti”, aggiunge. Certo le difficoltà non mancano: il percorso richiede tempo, impegno…e capitali. “Dobbiamo continuamente far fronte alla continua necessità di fondi: solo nel corso di questi mesi abbiamo già collezionato 14 progetti e dobbiamo realizzarli”.

Il piano si arricchisce strada facendo grazie agli interventi del mentor e alle lezioni in aula: “Andrea ci segue con grande cura, ci chiama, ci corregge costantemente e ci mette in contatto con potenziali clienti. Io, ogni volta che torno in treno dopo una lezione, raccolgo gli spunti che mi servono e li inserisco nel business plan”. C’è tanta volontà di fare e di contaminarsi con altre idee e progetti, oltre a raccogliere stimoli per mettersi alla prova in nuovi territori e comunità come Matera, capitale della cultura 2019.

La cultura innesca altra cultura proprio come un percorso mappato: è un’esigenza che c’è nell’aria, le persone hanno bisogno di mappe e da tempo è nata una comunità di neogeografi da intercettare e valorizzare. Malgrado negli ultimi mesi siano nati altri due competitor, Ilaria si sente sicura: “Siamo un team eclettico: con me ci sono Marco (software architect), Vincenzo (statistico), Andrea (geomatico) e Paolo (cloud expert). Mentre Vincenzo suona country (ha persino composto una canzone sui Big Data), noi pensiamo a diventare un riferimento stabile per promuovere progetti culturali. Abbiamo bisogno che questo progetto accada. In futuro? Lasceremo che il nostro progetto prenda la sua strada, mentre continuiamo a scommettere sulla tecnologia per la cultura”.