Aerariumchain, la blockchain per musei, gallerie e beni archeologici

“Ci sono tante belle idee, ma ci siamo chiesti: ce n’è davvero bisogno? Come AerariumChain ci siamo detti di sì”. Una convinzione che permette di affrontare le difficoltà inevitabili quando si vuole sviluppare un progetto di innovazione per il mercato dei beni culturali: Giorgio Rea, archeologo, racconta come il suo team, grazie al contest Idee Vincenti promosso da Lottomatica e al percorso di accelerazione del PoliHub, sta andando avanti nella costruzione di una proposta che unisce cultura, tecnologia blockchain ed intelligenza artificiale.

Il punto di partenza è stata la creazione di un network di partner molto mirati. Il team ha ricevuto manifestazioni di interesse da musei come il Museo Archeologico di Milano e quello di Sondrio, il Politecnico di Milano, AON (il più grande broker assicurativo) oltre a partecipazioni da parte di big player nel settore tecnologico. E ci sono tante altre collaborazioni prestigiose in fase di definizione con l’ obiettivo di rendere il progetto credibile di fronte alle istituzioni. “Oltre a questo, abbiamo pensato fin da subito di rivolgerci al mercato insurance. Quando un’opera viene registrata in modo univoco è possibile tracciarne tutta la storia, dagli spostamenti agli eventuali danni”, spiega Giorgio.

A tal fine, nel corso della Milano Digital Week la startup ha organizzato nelle aule di PoliHub, un luogo di solito frequentato da giovani ingegneri, un incontro con focus sull’archeologia a cui hanno partecipato esperti di settore e anche i team Authclick e Vedere l’Invisibile, altri due progetti selezionati di Idee Vincenti. “È stato un momento positivo, sia per la partecipazione del pubblico, sia per la sinergia che si è venuta a creare tra chi segue lo stesso percorso con progetti diversi: ognuno ha esperienze diverse, c’è molta apertura e possibilità di contaminazione”.

Il team di AerariumChain va avanti velocemente: con il professor Daniele Bursich, esperto di 3D scan, ha appena presentato il progetto all’Università di Oxford e nei prossimi mesi ha in programma di lanciare una raccolta di capitali in crowdfunding.

“Da quando siamo partiti, abbiamo fatto grandi passi avanti e abbiamo già affrontato le prime burrasche”, conclude Giorgio. “Abbiamo la fortuna che la nostra startup Werea Srl ha già una solida esperienza nel settore tecnologico. Raccogliamo volentieri consigli da tutti, ma siamo consapevoli che dobbiamo scegliere da soli la nostra strada: questo ci aiuta a crescere. Stiamo correndo tanto perché vogliamo essere pronti per confrontarci con il mercato al più presto”.