Vedere L’invisibile, fare rivivere l’arte che non c’è più con la realtà virtuale

“Se non avessimo partecipato al contest forse non avremmo nemmeno iniziato. Invece, grazie al percorso abbiamo lavorato con entusiasmo al nostro progetto”. Marina Rosa, Presidente del Centro Residenze Reali Lombarde racconta l’evoluzione di Vedere L’Invisibile all’interno del percorso di accelerazione di Idee Vincenti, progetto ideato e sostenuto da Lottomatica. In questi mesi, grazie alle lezioni in aula e al programma di mentoring del PoliHub, l’incubatore del Politecnico di Milano, il gruppo ha messo a fuoco il proprio obiettivo. “All’inizio non è stato semplice: alcune lezioni hanno un taglio finanziario ed io ero lontana mille miglia da queste cose”, continua Marina, “ma per tutti noi è stato stimolante e costruttivo e la nostra mentor (Maria Teresa Caroleo, ndr.) ci aiuta a districarci con gli argomenti più difficili”.

I momenti di confronto e di discussione all’interno del team non sono mancati e hanno contribuito a compattare il gruppo e a trovare contatti interessanti per proporre le ricostruzioni dei beni artistici e del territorio con la realtà virtuale. Dopo il primo periodo, il progetto è in fase di test: ci sono da valutare le criticità e il coinvolgimento del pubblico durante le visite guidate. L’idea piace e sta avendo riscontri positivi sia in ambito di ricerca, sia per l’utilizzo della tecnologia 3D. Sono tante le proposte in cantiere e grazie allo sviluppo del progetto si stanno aprendo nuove possibilità: per esempio, l’Ordine degli Architetti di Novara ha dedicato un pomeriggio di approfondimento al progetto di Vedere l’Invisibile. Il gruppo ha anche in programma un incontro per proporre la ricostruzione virtuale della Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano e ci sono anche progetti proiettati nel 2021, in occasione del centenario dell’autodromo di Monza. “Chiaramente l’obiettivo principale al momento è la ricostruzione virtuale dei giardini della Villa Reale di Monza: manca soltanto una piccola copertura economica, ma il progetto è pronto da tutti i punti di vista”, precisa Marina. La ricerca di partnership andata a buon fine conferma che il team ha imboccato la strada giusta: “Abbiamo capito che la nostra idea può camminare con le sue gambe e vogliamo che tutti gli studi teorici si traducano in qualcosa di accessibile a tutti, cioè in un’emozione”.

Guarda l’intervista in cui Marina ci racconta il progetto Vedere l’invisibile!