Mentor per la cultura: passione, confronto, valore

Idee, stimoli e metodo per sviluppare una nuova impresa in grado di valorizzare il patrimonio artistico e culturale italiano. Ecco che cos’è un percorso di accelerazione, come quello che stanno affrontando i team selezionati da Idee Vincenti il progetto ideato e sostenuto da Lottomatica in partnership con Polihub ed alcune università italiane. Nei sei mesi di lavori, organizzati e gestiti dal PoliHub, l’incubatore del Politecnico di Milano, non ci sono solo lezioni frontali. Una parte importante è il confronto one-to-one con i mentor, manager e professionisti che arrivano da diverse esperienze e settori, dall’energia alle banche: affiancano i team e li aiutano nella definizione della strategia di business.

Come funziona? Ad ogni team viene assegnato un mentor di riferimento che mette a disposizione il proprio know-how e la propria esperienza per fornire un approccio sistematico al progetto della startup e prepararla al confronto con il mercato. Ma c’è anche da risolvere l’accoppiata cultura-tecnologia.

Non è semplice capire come misurare il valore potenziale della cultura, come metterlo al centro di un’impresa e come rivolgersi al mercato nel modo più corretto. “A volte sono gli stessi ideatori del progetto ad avere dubbi sulla propria idea di impresa: c’è sempre il timore di “sporcare” la cultura con la tecnologia”, racconta Maria Teresa Caroleo, consulente d’Impresa ed esperta ambientale, mentor di “Vedere L’Invisibile”, uno dei 5 team finalisti di Idee Vincenti. Che ci sia bisogno di un approccio imprenditoriale è riconosciuto da tutti i team. “Abbiamo deciso di misurarci con questo percorso perché per noi è importante acquisire gli strumenti che ci mancano. Ci serve una visione d’insieme per capire come valorizzare al meglio la nostra idea”, dice Maddalena Mazzocut-Mis, docente di Estetica dello Spettacolo, una delle fondatrici di Authclick. Non c’è, però, solo da apprendere un metodo di lavoro. “Il confronto e la contaminazione sono fondamentali. Mentre lavoriamo nascono sempre idee nuove, perché la cultura genera cultura”, aggiunge Ilaria Vitellio, Urban Planner, CEO CityOpenSource, uno degli altri progetti giunti in finale.
Come emerge dal confronto con i mentor, la fase più difficile è l’impostazione del progetto: scomporre gli elementi, fissare tempistiche ragionevoli, far convergere le diverse proposte. “In questi passaggi il ruolo dei mentor è decisivo: permette ai team di far “esplodere” ed esplorare le proprie idee e verificarle con le nozioni apprese durante le lezioni in aula”, aggiunge Maria Teresa Caroleo.

Il rapporto mentor-startup è il punto di partenza e un’opportunità per un cambio di mentalità e la ridiscussione della forma che prenderanno i progetti. A fare la differenza per i team è il contributo di chi può offrire visione imprenditoriale per abilitare le proposte culturali. Il progetto IdeeVincenti sta rivelando anche una nuova e interessante prospettiva. L’ingresso nel mondo prevalentemete hitech del PoliHub di persone legate alla cultura e al patrimonio artistico aggiunge un ulteriore fattore di contaminazione e di stimolo. “In futuro avremo sempre più bisogno di formazione umanistica” dice Andrea Berzolla, Europe Product Manager di Mailboxes Etc. e mentor del progetto “Percorsi di Contaminazione Tattili”. E sarà proprio l’incontro e il confronto tra competenze e visioni diverse a rendere possibile ciò che è apparentemente impossibile: portare innovazione nella gestione e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano.