Idee Vincenti, cultura e tecnologia in finale


Scopriamo insieme i semifinalisti che, dopo 3 giornate di formazione sul mondo dell’imprenditoria e sul perfezionamento dei progetti, hanno presentato nuovamente i loro progetti al Comitato Scientifico per la selezione finale delle 5 idee vincenti:



Authclick

Tutelare la fotografia e valorizzare i giovani artisti utilizzando la blockchain: è l’obiettivo del progetto Authclick, presentato da Maddalena Mazzocut-Mis, Docente di Estetica ed Estetica dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Milano. L’esigenza di partenza è far uscire la fotografia (e i giovani artisti) dal circolo vizioso delle case d’asta e delle gallerie. Tramite la tecnologia blockchain, il team si propone di sviluppare un percorso virtuoso di certificazione che prevede anche la formazione figure professionali specializzate.

Percorsi di Contaminazione Tattili

“Dopo anni di esperienza come visitatori, ci siamo accorti che mancava qualcosa per rendere completamente fruibili i musei”, spiega Valentina Calabrò, storica dell’arte. Percorsi di Contaminazione Tattili nasce dalla volontà di permettere a tutti di vedere la cultura, creando un percorso collettivo che include valori come diversity, education e inclusion. Il progetto, grazie alla tecnologia 3D, vuole offrire una visione aperta dei beni culturali, lontana dalla noia e fortemente inclusiva.

Aerariumchain

Aerariumchain unisce anni di studio, di esperienza di vita e il forte desiderio di proteggere la bellezza fragile della cultura. Nel corso di otto anni il founder Giorgio Rea e il team di Aerariumchain hanno pensato ad una soluzione per tutelare con l’uso della tecnologia un patrimonio continuamente in pericolo. Se l’uomo e la natura sono la minaccia, la blockchain può rivelarsi la soluzione.

Mentoring

Per una nuova idea, basta un cambio di prospettiva: da sponsor a mentor. Se lo sponsor è colui che sostiene l’offerta culturale, il mentor, invece, è colui che sostiene la domanda culturale. La proposta di Mentoring, racconta Antonio Bologna, Direttore Diapason Consortium, intende cambiare la forma del sostegno culturale. Da una normale sponsorizzazione, il progetto di Mentoring sviluppa una smart community che su base collaborativa incrocia le esigenze di operatori, fruitori e istituzioni.

City Open Source

Come si trasmette un’idea diversa di una città? E com’è possibile offrire a tutti la possibilità di raccontarla? Sono le domande da cui Marco Montanari, Software Architect, e il team di City Open Source sono partiti per sviluppare il loro progetto: primo passo una ricerca fatta per raccontare una Napoli diversa e positiva, City Open Source mette a disposizione uno strumento di mappatura collettiva per raccontare storie a livello territoriale creando comunità e generando valore attraverso tutte le informazioni raccolte.

AR-Tool

“Da un’esperienza come digital visual agency, abbiamo intravisto delle belle possibilità per il settore culturale”, spiega Alberto Annis, CEO & Co-Founder di Multiverge. Il progetto AR-Tool propone una piattaforma digitale utilizzabile da chiunque, con un focus particolare sui piccoli operatori. Grazie al programma, il team vuole creare un filone positivo dando ad artisti, fotografi e musei uno strumento a basso costo per entrare in contatto con il digitale e per sfruttarne le diverse potenzialità.

Vedere l’Invisibile

Sono numerosi i gioielli del patrimonio culturale che spesso rimangono fruibili solo a un pubblico ristretto di studiosi e professionisti del settore. “Vedere l’Invisibile” muove i primi passi da questa constatazione, per regalare a tutti uno sguardo nuovo e un’esperienza emozionante, racconta Marina Rosa, Presidente Centro Documentazione Residenze Reali Lombarde. Dopo una ricerca di tre anni, che si è conclusa con la ricostruzione virtuale dei giardini della Villa Reale di Monza, è nato il desiderio di trasformare il risultato in qualcosa di più vicino al pubblico e di forte impatto sociale, rendendolo disponibile anche alle persone con disabilità.

Guido Tour Sharing

Le idee vincenti nascono sul campo, ma anche in un parco archeologico: il progetto di Guido Tour Sharing nasce proprio da un’esperienza di volontariato. “Pensando ai visitatori singoli, ci siamo chiesti: come rendere più accessibile e conviviale la visita guidata?”, racconta Ilario De Biase, founder di Guido Tour Sharing. Grazie al confronto e alla collaborazione con un team di guide tra Firenze e Milano, il progetto propone una sfida culturale: condividere una guida con un servizio di sharing culturale. Un servizio immaginato e sviluppato proprio come i più diffusi home sharing e car sharing.

WeArt

Un progetto pensato e studiato per gli addetti ai lavori: WeArt si rivolge ai restauratori e ai professionisti della cultura. L’idea di un ecosistema integrato per i beni culturali prende forma da un progetto di ricerca avviato nel 2012. L’Opificio delle pietre dure di Firenze fa da base ad un piano più ampio, spiega Roberta Rizzo, CEO & founder WeArt, e unisce competenze e possibilità di fruizione delle opere d’arte grazie a tecnologie come i big data e la realtà virtuale.